ITALIANO

ENGLISH

Ridurre le frizioni: +3% di conversioni e –15% di richieste di supporto in 8 ore.

Come in sole 8 ore di hackathon abbiamo trasformato un onboarding complesso in un flusso lineare e intuitivo per i commercianti.

Sommario:

Risultati ottenuti:

Nuova homepage e flusso di accesso dedicato ai professionisti, con un linguaggio più chiaro e call to action distinte.

Tipo di lavoro:

audit di navigazione, analisi UX, prototipazione rapida in ottica B2B.

Consegna:

Concept narrativo basato su archetipi e prototipo interattivo di homepage + onboarding professionisti.

Team:

Giacomo Dalia con il supporto dei referenti Bikeen durante l’hackathon.

Il mio ruolo:

UX/UI Designer – raccolta insight, definizione dei pain point, ideazione narrativa (“Sherpa”) e disegno dei flussi chiave.

Curiosità:

Tutto il progetto è stato sviluppato in sole otto ore, dalla prima intervista al prototipo finale.

Contesto:

La collaborazione con Bikeen è nata in un contesto particolare: Design4Startups, un hackathon organizzato da LeVillage che ci ha messo davanti a una sfida serrata – otto ore per  raccogliere insight, intervistare i referenti aziendali, comprendere le frizioni principali e proporre un miglioramento concreto dell’esperienza.

Bikeen, un portale dedicato alla compravendita di biciclette di media-alta gamma, nonostante i riconoscimenti ottenuti e il percorso di crescita solido (dal premio Media Star di Milano al round di crowdfunding con l’ingresso della holding del Gruppo Intergea), si trovava davanti a un nodo cruciale: la piattaforma funzionava bene per i privati, ma faticava a convincere i professionisti – negozianti e punti noleggio – ad adottarla. Queste figure, fondamentali per costruire un ecosistema sostenibile, si perdevano in una homepage che parlava soltanto a chi voleva comprare una bici.

Un flusso serrato: dall’incontro ai primi insight

Il ritmo dell’hackathon ha imposto una scansione precisa delle attività. In apertura ci siamo confrontati direttamente con i rappresentanti di Bikeen: uno sviluppatore, un’addetta alla comunicazione e, tramite una call, anche il CEO. Quel dialogo è stato fondamentale per raccogliere i primi segnali: da una parte la solidità del prodotto, dall’altra le difficoltà a intercettare davvero il target professionale.

 

Da lì siamo passati a un lavoro rapido di audit dell’attuale design. Analizzando la homepage e i percorsi di navigazione è emerso chiaramente quanto fosse sbilanciata la comunicazione verso i privati. I professionisti, atterrando sul sito, non trovavano punti di riferimento: nessun claim dedicato, nessuna CTA che li guidasse all’apertura di un profilo. Il grosso delle conversioni B2B avveniva infatti grazie al lavoro diretto degli agenti commerciali Bikeen, che proponevano la piattaforma ai negozianti, trovandosi costretti a guidarli passo dopo passo nell’apertura del profilo professionale, supplendo così alle carenze di struttura del sito. Un modello insostenibile nel lungo periodo.

 

La situazione peggiorava ulteriormente nel momento della registrazione: il percorso riservato ai commercianti era lungo e macchinoso, e soprattutto rimandava la trasparenza dei costi all’ultima schermata. Proprio in quel passaggio si concentrava la maggior parte degli abbandoni: i dati mostravano infatti che oltre il 40% dei commercianti interrompeva la registrazione nel momento in cui i costi venivano rivelati all’ultimo step. Questo non solo generava diffidenza e frustrazione, ma rappresentava anche il punto più critico del funnel, dove si disperdeva gran parte del potenziale di conversione.

Dall’analisi agli archetipi

Con i pain point ben chiari, il passo successivo è stato quello di tradurre il problema in una chiave narrativa capace di orientare messaggi e interfaccia, rendendo evidente anche agli stakeholder quale fosse l’obiettivo che volevamo raggiungere.

Ho introdotto un approccio basato sugli archetipi, individuando due figure centrali:

  • L’Esploratore, che incarnava lo spirito del ciclista, la libertà e l’outdoor.
  • La Guida, che rappresentava la necessità di accompagnare i professionisti in un processo semplice e sicuro.

Ho poi simpaticamente sintetizzato queste figure nel concetto dello Sherpa, la guida dell'Himalaya: qualcuno che non cammina al posto tuo, ma ti permette di percorrere la strada senza perderti.

 

Questa metafora ha reso più identificabile il concetto di una piattaforma che non solo offre strumenti, ma che li rende usabili, accessibili e rassicuranti, fornendo una direzione chiara per il redesign dell'esperienza utente.

La proposta di redesign

Con l’archetipo dello Sherpa come bussola, ci siamo cimentati sulla proposta. Il prototipo ha ribaltato la logica della homepage introducendo innanzitutto un tab sopra la barra di ricerca.

Essa permetteva di distinguere tra comprare, vendere e noleggiare, così da rendere immediatamente individuabile il percorso in base all'esigenza. Poichè chi vende può essere sia un privato sia un commerciante, abbiamo previsto un bivio chiaro, evidenziando fin da subito il percorso di ciascun target.

Il flusso professionale, che in precedenza mancava di chiarezza, è stato ripensato per aprirsi subito con un set di vantaggi evidenti: assistenza alla vendita, supporto dedicato e una migliore rintracciabilità del punto vendita.

La registrazione è stata ridotta a tre step lineari, eliminando il sovraccarico cognitivo del vecchio modulo unico, complesso e demotivante. La modifica più rilevante è stata anticipare la presentazione dei piani tariffari, prima della compilazione dei dati, dato che in precedenza, all’utente era chiesto di inserire i dati personali prima di rivelare i costi, creando un punto di abbandono critico e minando la fiducia dell’utente. Con il nuovo approccio, l’esperienza risulta più trasparente e il percorso di conversione più fluido.

In poche ore siamo riusciti a trasformare un processo dispersivo in un racconto visivo capace di accompagnare i professionisti dall’interesse all’azione, senza costringerli a ricorrere continuamente all’aiuto dei commerciali.

Risultati

  • Nonostante la natura “sperimentale” dell’hackathon, la soluzione è stata introdotta sulla piattaforma e i dati raccolti nei mesi successivi hanno confermato l’efficacia del lavoro:
  • +3% nel tasso di conversione B2B (dal 12% al 15%), grazie a CTA più visibili e a un percorso informativo più chiaro.
  • –15% di richieste di supporto, frutto di piccoli miglioramenti già introdotti subito dopo l’evento, come claim più diretti e pulsanti semplificati.
  • +7% di tempo medio sulle pagine di onboarding, un segnale che gli utenti non si perdevano più ma approfondivano i contenuti.
  • Feedback qualitativi positivi: gli agenti commerciali hanno riportato un calo significativo delle richieste di “tutorial improvvisati”, confermando che la piattaforma riusciva finalmente a parlare da sola ai professionisti.

Conclusioni

L’hackathon con Bikeen ha mostrato quanto un vincolo di tempo possa essere un acceleratore. La sequenza – confronto con i referenti, audit rapido, definizione degli archetipi, redesign – è stata la chiave per arrivare a un risultato concreto in sole otto ore.

Il concetto dello Sherpa non è rimasto solo una metafora creativa: è diventato una vera direzione di prodotto, capace di rendere Bikeen una guida affidabile per i professionisti e di ridurre la dipendenza dal supporto commerciale.

In questo senso, l’esperienza non è stata solo un esercizio di design sotto pressione, ma l’avvio di un percorso che ha migliorato concretamente l’adozione della piattaforma nel suo segmento più strategico.

giacomo.dalia.ux@gmail.com

+39 349 1744107

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Ridurre le frizioni: +3% di conversioni e –15% di richieste di supporto in 8 ore.

Come in sole 8 ore di hackathon abbiamo trasformato un onboarding complesso in un flusso lineare e intuitivo per i commercianti.

Sommario:

Risultati ottenuti:

Nuova homepage e flusso di accesso dedicato ai professionisti, con un linguaggio più chiaro e call to action distinte.

Tipo di lavoro:

audit di navigazione, analisi UX, prototipazione rapida in ottica B2B.

Consegna:

Concept narrativo basato su archetipi e prototipo interattivo di homepage + onboarding professionisti.

Team:

Giacomo Dalia con il supporto dei referenti Bikeen durante l’hackathon.

Il mio ruolo:

UX/UI Designer – raccolta insight, definizione dei pain point, ideazione narrativa (“Sherpa”) e disegno dei flussi chiave.

Curiosità:

Tutto il progetto è stato sviluppato in sole otto ore, dalla prima intervista al prototipo finale.

Contesto:

La collaborazione con Bikeen è nata in un contesto particolare: Design4Startups, un hackathon organizzato da LeVillage che ci ha messo davanti a una sfida serrata – otto ore per  raccogliere insight, intervistare i referenti aziendali, comprendere le frizioni principali e proporre un miglioramento concreto dell’esperienza.

Bikeen, un portale dedicato alla compravendita di biciclette di media-alta gamma, nonostante i riconoscimenti ottenuti e il percorso di crescita solido (dal premio Media Star di Milano al round di crowdfunding con l’ingresso della holding del Gruppo Intergea), si trovava davanti a un nodo cruciale: la piattaforma funzionava bene per i privati, ma faticava a convincere i professionisti – negozianti e punti noleggio – ad adottarla. Queste figure, fondamentali per costruire un ecosistema sostenibile, si perdevano in una homepage che parlava soltanto a chi voleva comprare una bici.

Un flusso serrato: dall’incontro ai primi insight

Il ritmo dell’hackathon ha imposto una scansione precisa delle attività. In apertura ci siamo confrontati direttamente con i rappresentanti di Bikeen: uno sviluppatore, un’addetta alla comunicazione e, tramite una call, anche il CEO. Quel dialogo è stato fondamentale per raccogliere i primi segnali: da una parte la solidità del prodotto, dall’altra le difficoltà a intercettare davvero il target professionale.

 

Da lì siamo passati a un lavoro rapido di audit dell’attuale design. Analizzando la homepage e i percorsi di navigazione è emerso chiaramente quanto fosse sbilanciata la comunicazione verso i privati. I professionisti, atterrando sul sito, non trovavano punti di riferimento: nessun claim dedicato, nessuna CTA che li guidasse all’apertura di un profilo. Il grosso delle conversioni B2B avveniva infatti grazie al lavoro diretto degli agenti commerciali Bikeen, che proponevano la piattaforma ai negozianti, trovandosi costretti a guidarli passo dopo passo nell’apertura del profilo professionale, supplendo così alle carenze di struttura del sito. Un modello insostenibile nel lungo periodo.

 

La situazione peggiorava ulteriormente nel momento della registrazione: il percorso riservato ai commercianti era lungo e macchinoso, e soprattutto rimandava la trasparenza dei costi all’ultima schermata. Proprio in quel passaggio si concentrava la maggior parte degli abbandoni: i dati mostravano infatti che oltre il 40% dei commercianti interrompeva la registrazione nel momento in cui i costi venivano rivelati all’ultimo step. Questo non solo generava diffidenza e frustrazione, ma rappresentava anche il punto più critico del funnel, dove si disperdeva gran parte del potenziale di conversione.

Dall’analisi agli archetipi

Con i pain point ben chiari, il passo successivo è stato quello di tradurre il problema in una chiave narrativa capace di orientare messaggi e interfaccia, rendendo evidente anche agli stakeholder quale fosse l’obiettivo che volevamo raggiungere.

Ho introdotto un approccio basato sugli archetipi, individuando due figure centrali:

  • L’Esploratore, che incarnava lo spirito del ciclista, la libertà e l’outdoor.
  • La Guida, che rappresentava la necessità di accompagnare i professionisti in un processo semplice e sicuro.

Ho poi simpaticamente sintetizzato queste figure nel concetto dello Sherpa, la guida dell'Himalaya: qualcuno che non cammina al posto tuo, ma ti permette di percorrere la strada senza perderti.

 

Questa metafora ha reso più identificabile il concetto di una piattaforma che non solo offre strumenti, ma che li rende usabili, accessibili e rassicuranti, fornendo una direzione chiara per il redesign dell'esperienza utente.

La proposta di redesign

Con l’archetipo dello Sherpa come bussola, ci siamo cimentati sulla proposta. Il prototipo ha ribaltato la logica della homepage introducendo innanzitutto un tab sopra la barra di ricerca.

Essa permetteva di distinguere tra comprare, vendere e noleggiare, così da rendere immediatamente individuabile il percorso in base all'esigenza. Poichè chi vende può essere sia un privato sia un commerciante, abbiamo previsto un bivio chiaro, evidenziando fin da subito il percorso di ciascun target.

Il flusso professionale, che in precedenza mancava di chiarezza, è stato ripensato per aprirsi subito con un set di vantaggi evidenti: assistenza alla vendita, supporto dedicato e una migliore rintracciabilità del punto vendita.

La registrazione è stata ridotta a tre step lineari, eliminando il sovraccarico cognitivo del vecchio modulo unico, complesso e demotivante. La modifica più rilevante è stata anticipare la presentazione dei piani tariffari, prima della compilazione dei dati, dato che in precedenza, all’utente era chiesto di inserire i dati personali prima di rivelare i costi, creando un punto di abbandono critico e minando la fiducia dell’utente. Con il nuovo approccio, l’esperienza risulta più trasparente e il percorso di conversione più fluido.

In poche ore siamo riusciti a trasformare un processo dispersivo in un racconto visivo capace di accompagnare i professionisti dall’interesse all’azione, senza costringerli a ricorrere continuamente all’aiuto dei commerciali.

Risultati

  • Nonostante la natura “sperimentale” dell’hackathon, la soluzione è stata introdotta sulla piattaforma e i dati raccolti nei mesi successivi hanno confermato l’efficacia del lavoro:
  • +3% nel tasso di conversione B2B (dal 12% al 15%), grazie a CTA più visibili e a un percorso informativo più chiaro.
  • –15% di richieste di supporto, frutto di piccoli miglioramenti già introdotti subito dopo l’evento, come claim più diretti e pulsanti semplificati.
  • +7% di tempo medio sulle pagine di onboarding, un segnale che gli utenti non si perdevano più ma approfondivano i contenuti.
  • Feedback qualitativi positivi: gli agenti commerciali hanno riportato un calo significativo delle richieste di “tutorial improvvisati”, confermando che la piattaforma riusciva finalmente a parlare da sola ai professionisti.

Conclusioni

L’hackathon con Bikeen ha mostrato quanto un vincolo di tempo possa essere un acceleratore. La sequenza – confronto con i referenti, audit rapido, definizione degli archetipi, redesign – è stata la chiave per arrivare a un risultato concreto in sole otto ore.

Il concetto dello Sherpa non è rimasto solo una metafora creativa: è diventato una vera direzione di prodotto, capace di rendere Bikeen una guida affidabile per i professionisti e di ridurre la dipendenza dal supporto commerciale.

In questo senso, l’esperienza non è stata solo un esercizio di design sotto pressione, ma l’avvio di un percorso che ha migliorato concretamente l’adozione della piattaforma nel suo segmento più strategico.

giacomo.dalia.ux@gmail.com

+39 349 1744107

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Ridurre le frizioni: +3% di conversioni e –15% di richieste di supporto in 8 ore.

Come in sole 8 ore di hackathon abbiamo trasformato un onboarding complesso in un flusso lineare e intuitivo per i commercianti.

Sommario:

Risultati ottenuti:

Nuova homepage e flusso di accesso dedicato ai professionisti, con un linguaggio più chiaro e call to action distinte.

Tipo di lavoro:

audit di navigazione, analisi UX, prototipazione rapida in ottica B2B.

Consegna:

Concept narrativo basato su archetipi e prototipo interattivo di homepage + onboarding professionisti.

Team:

Giacomo Dalia con il supporto dei referenti Bikeen durante l’hackathon.

Il mio ruolo:

UX/UI Designer – raccolta insight, definizione dei pain point, ideazione narrativa (“Sherpa”) e disegno dei flussi chiave.

Curiosità:

Tutto il progetto è stato sviluppato in sole otto ore, dalla prima intervista al prototipo finale.

Contesto:

La collaborazione con Bikeen è nata in un contesto particolare: Design4Startups, un hackathon organizzato da LeVillage che ci ha messo davanti a una sfida serrata – otto ore per  raccogliere insight, intervistare i referenti aziendali, comprendere le frizioni principali e proporre un miglioramento concreto dell’esperienza.

Bikeen, un portale dedicato alla compravendita di biciclette di media-alta gamma, nonostante i riconoscimenti ottenuti e il percorso di crescita solido (dal premio Media Star di Milano al round di crowdfunding con l’ingresso della holding del Gruppo Intergea), si trovava davanti a un nodo cruciale: la piattaforma funzionava bene per i privati, ma faticava a convincere i professionisti – negozianti e punti noleggio – ad adottarla. Queste figure, fondamentali per costruire un ecosistema sostenibile, si perdevano in una homepage che parlava soltanto a chi voleva comprare una bici.

Un flusso serrato: dall’incontro ai primi insight

Il ritmo dell’hackathon ha imposto una scansione precisa delle attività. In apertura ci siamo confrontati direttamente con i rappresentanti di Bikeen: uno sviluppatore, un’addetta alla comunicazione e, tramite una call, anche il CEO. Quel dialogo è stato fondamentale per raccogliere i primi segnali: da una parte la solidità del prodotto, dall’altra le difficoltà a intercettare davvero il target professionale.

 

Da lì siamo passati a un lavoro rapido di audit dell’attuale design. Analizzando la homepage e i percorsi di navigazione è emerso chiaramente quanto fosse sbilanciata la comunicazione verso i privati. I professionisti, atterrando sul sito, non trovavano punti di riferimento: nessun claim dedicato, nessuna CTA che li guidasse all’apertura di un profilo. Il grosso delle conversioni B2B avveniva infatti grazie al lavoro diretto degli agenti commerciali Bikeen, che proponevano la piattaforma ai negozianti, trovandosi costretti a guidarli passo dopo passo nell’apertura del profilo professionale, supplendo così alle carenze di struttura del sito. Un modello insostenibile nel lungo periodo.

 

La situazione peggiorava ulteriormente nel momento della registrazione: il percorso riservato ai commercianti era lungo e macchinoso, e soprattutto rimandava la trasparenza dei costi all’ultima schermata. Proprio in quel passaggio si concentrava la maggior parte degli abbandoni: i dati mostravano infatti che oltre il 40% dei commercianti interrompeva la registrazione nel momento in cui i costi venivano rivelati all’ultimo step. Questo non solo generava diffidenza e frustrazione, ma rappresentava anche il punto più critico del funnel, dove si disperdeva gran parte del potenziale di conversione.

Dall’analisi agli archetipi

Con i pain point ben chiari, il passo successivo è stato quello di tradurre il problema in una chiave narrativa capace di orientare messaggi e interfaccia, rendendo evidente anche agli stakeholder quale fosse l’obiettivo che volevamo raggiungere.

Ho introdotto un approccio basato sugli archetipi, individuando due figure centrali:

  • L’Esploratore, che incarnava lo spirito del ciclista, la libertà e l’outdoor.
  • La Guida, che rappresentava la necessità di accompagnare i professionisti in un processo semplice e sicuro.

Ho poi simpaticamente sintetizzato queste figure nel concetto dello Sherpa, la guida dell'Himalaya: qualcuno che non cammina al posto tuo, ma ti permette di percorrere la strada senza perderti.

 

Questa metafora ha reso più identificabile il concetto di una piattaforma che non solo offre strumenti, ma che li rende usabili, accessibili e rassicuranti, fornendo una direzione chiara per il redesign dell'esperienza utente.

La proposta di redesign

Con l’archetipo dello Sherpa come bussola, ci siamo cimentati sulla proposta. Il prototipo ha ribaltato la logica della homepage introducendo innanzitutto un tab sopra la barra di ricerca.

Essa permetteva di distinguere tra comprare, vendere e noleggiare, così da rendere immediatamente individuabile il percorso in base all'esigenza. Poichè chi vende può essere sia un privato sia un commerciante, abbiamo previsto un bivio chiaro, evidenziando fin da subito il percorso di ciascun target.

Il flusso professionale, che in precedenza mancava di chiarezza, è stato ripensato per aprirsi subito con un set di vantaggi evidenti: assistenza alla vendita, supporto dedicato e una migliore rintracciabilità del punto vendita.

La registrazione è stata ridotta a tre step lineari, eliminando il sovraccarico cognitivo del vecchio modulo unico, complesso e demotivante. La modifica più rilevante è stata anticipare la presentazione dei piani tariffari, prima della compilazione dei dati, dato che in precedenza, all’utente era chiesto di inserire i dati personali prima di rivelare i costi, creando un punto di abbandono critico e minando la fiducia dell’utente. Con il nuovo approccio, l’esperienza risulta più trasparente e il percorso di conversione più fluido.

In poche ore siamo riusciti a trasformare un processo dispersivo in un racconto visivo capace di accompagnare i professionisti dall’interesse all’azione, senza costringerli a ricorrere continuamente all’aiuto dei commerciali.

Risultati

Nonostante la natura “sperimentale” dell’hackathon, la soluzione è stata introdotta sulla piattaforma e i dati raccolti nei mesi successivi hanno confermato l’efficacia del lavoro:

  • +3% nel tasso di conversione B2B (dal 12% al 15%), grazie a CTA più visibili e a un percorso informativo più chiaro.
  • –15% di richieste di supporto, frutto di piccoli miglioramenti già introdotti subito dopo l’evento, come claim più diretti e pulsanti semplificati.
  • +7% di tempo medio sulle pagine di onboarding, un segnale che gli utenti non si perdevano più ma approfondivano i contenuti.
  • Feedback qualitativi positivi: gli agenti commerciali hanno riportato un calo significativo delle richieste di “tutorial improvvisati”, confermando che la piattaforma riusciva finalmente a parlare da sola ai professionisti.

Conclusioni

L’hackathon con Bikeen ha mostrato quanto un vincolo di tempo possa essere un acceleratore. La sequenza – confronto con i referenti, audit rapido, definizione degli archetipi, redesign – è stata la chiave per arrivare a un risultato concreto in sole otto ore.

Il concetto dello Sherpa non è rimasto solo una metafora creativa: è diventato una vera direzione di prodotto, capace di rendere Bikeen una guida affidabile per i professionisti e di ridurre la dipendenza dal supporto commerciale.

In questo senso, l’esperienza non è stata solo un esercizio di design sotto pressione, ma l’avvio di un percorso che ha migliorato concretamente l’adozione della piattaforma nel suo segmento più strategico.

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