
Dall’archivio interno alla vetrina digitale
Ricerca più veloce, controllo degli accessi e adozione multi‑brand con il 76% degli agenti commerciali attivi entro il primo mese, integrati nei flussi Press e Trade
Sommario:
Risultati ottenuti:
Tipo di lavoro:
Progettazione e sviluppo di funzionalità prodotto (UX/UI), dalla ricerca unificata alla gestione dei permessi.
Consegna:
Portali Brand con ricerca in header, alberatura stabile, chips per filtri e gestione download con watermark.
Team:
Giacomo Dalia; team sviluppo Warda; CPO; stakeholder clienti (Vibram, Campagnolo, Fulcrum).
Il mio ruolo:
UX/UI Designer — discovery con stakeholder, osservazione sul campo, definizione interazioni, micro‑UI e micro‑copy, prototipazione, handoff e QA.
Dall’archivio interno alla vetrina per i brand:
L’idea originaria era lineare: dare al team Vibram uno spazio ordinato dove conservare e consultare materiale storico e identitario del proprio brand. I confronti con nuovi e differenti stakeholder, però, hanno rivelato un bisogno più ampio: non solo gli addetti ai lavori, ma anche sales, stampa e partner avevano bisogno di un accesso rapido e controllato a contenuti aggiornati e diversificati. Per questo i portali si sono aperti verso l’esterno e, in casi come Campagnolo e Fulcrum, sono stati separati per target (Press e Trade) così da offrire interfacce, linguaggio e contenuti più pertinenti. La scelta ha abbassato la curva di apprendimento e ridotto il rumore informativo: ciascun pubblico trova prima ciò che gli serve, senza frizioni superflue, migliorando la gestione delle utenze e differenziando i processi di iscrizione per i portali Trade e Press, ognuno con i propri step dedicati.
Problema:
I test iniziali mostrarono che la ricerca era dispersiva e rallentava l’esperienza.
Soluzione:
È stata resa più immediata con un unico campo di ricerca centrale e filtri avanzati disponibili solo su richiesta.
La prima implementazione alternava una sidebar carica di filtri alla navigazione ad alberatura (cartelle e sottocartelle). Era potente sulla carta, ma poco chiara con molti metadati personalizzati: tempo perso a decidere come cercare, prima ancora di cercare. La soluzione è stata spostare il baricentro su un campo di ricerca unico in header, capace di interrogare nome e attributi (con priorità al nome) e di combinare più fattori nella stessa query quando serve; i filtri secondari vengono posizionati nella ricerca avanzata, da aprire solo in caso di necessità. I filtri attivi sono sempre visibili come chips rimovibili con un clic — una micro‑UI che chiarisce il filtraggio attivo e fornisce maggiore consapevolezza all'utente. Parallelamente, l’alberatura fissa in sidebar offre un’ancora cognitiva per chi ragiona per collezioni, stagioni o categorie: molti utenti dichiarano di “orientarsi prima, cercare dopo”, con meno esitazioni al primo accesso e maggiore fiducia nell’interfaccia.
Dall’archivio interno alla vetrina per i brand:
Problema:
L’archivio iniziale non era più sufficiente a soddisfare esigenze nuove e più ampie.
Soluzione:
Creare portali distinti e accessibili, anticipando le diverse necessità con un approccio mirato e semplice.
Metadati, permessi e download: la potenza dietro un’esperienza semplice
Il vero vantaggio competitivo è nei metadata personalizzabili: ogni brand definisce i propri attributi e può filtrare secondo la propria logica di catalogo. Per non esporre questa complessità all’utente finale, l’abbiamo mantenuta “sotto il cofano”: la ricerca resta unificata, la priorità logica va al nome, e i controlli più avanzati emergono solo quando sono davvero utili.
Sul fronte della sicurezza, l’esperienza cambia in base al ruolo: dal semplice visitatore fino ai profili con privilegi avanzati, la piattaforma decide cosa si vede e cosa si può scaricare. Il download può riguardare il singolo asset o intere cartelle (sottocartelle incluse), con restrizioni come watermark obbligatori per materiali sensibili. Il progetto è nato con il Vibram Heritage e si è consolidato “sul campo”: durante le demo e le trattative, trovare in pochi secondi “l’immagine giusta” vale più di qualunque slide.
In questo scenario, la combinazione ricerca unificata + alberatura stabile + chips visibili ha ridotto il carico mentale e reso l’interazione più naturale anche per utenti non tecnici.
Risultati
Dopo il go-live abbiamo registrato un’adozione solida da parte degli utenti target: il 76% degli agenti commerciali Campagnolo/Fulcrum ha iniziato a utilizzare la piattaforma, senza alcun abbandono. L’utilizzo è cresciuto costantemente fino a circa 160 utenti commerciali attivi al mese, con una media di 2,2 download per asset nei primi 90 giorni, e soprattutto una riduzione del 32% nei tempi di reperimento degli asset durante demo, call e incontri.
Ai risultati quantitativi si affianca un miglioramento percepito: una navigazione fluida degli asset, meno stress tipicamente legato a interfacce complesse e una coerenza d’esperienza anche tra utenti con livelli diversi di competenza.
Conclusioni
Guardando avanti, la direzione è chiara: la configurazione multilingua degli asset (in continuità con la piattaforma SeeCommerce), versione mobile per gli scenari on‑the‑go e notifiche automatiche per informare su nuovi contenuti o aggiornamenti rilevanti.
Restano aperti alcuni aspetti da indirizzare — versioning dei file, scadenze di licenza e linee guida condivise per i watermark — che possono diventare il terreno di una prossima iterazione.

Dall’archivio interno alla vetrina digitale
Ricerca più veloce, controllo degli accessi e adozione multi‑brand con il 76% degli agenti commerciali attivi entro il primo mese, integrati nei flussi Press e Trade
Sommario:
Risultati ottenuti:
Tipo di lavoro:
Progettazione e sviluppo di funzionalità prodotto (UX/UI), dalla ricerca unificata alla gestione dei permessi.
Consegna:
Portali Brand con ricerca in header, alberatura stabile, chips per filtri e gestione download con watermark.
Team:
Giacomo Dalia; team sviluppo Warda; CPO; stakeholder clienti (Vibram, Campagnolo, Fulcrum).
Il mio ruolo:
UX/UI Designer — discovery con stakeholder, osservazione sul campo, definizione interazioni, micro‑UI e micro‑copy, prototipazione, handoff e QA.
Dall’archivio interno alla vetrina per i brand:
L’idea originaria era lineare: dare al team Vibram uno spazio ordinato dove conservare e consultare materiale storico e identitario del proprio brand. I confronti con nuovi e differenti stakeholder, però, hanno rivelato un bisogno più ampio: non solo gli addetti ai lavori, ma anche sales, stampa e partner avevano bisogno di un accesso rapido e controllato a contenuti aggiornati e diversificati. Per questo i portali si sono aperti verso l’esterno e, in casi come Campagnolo e Fulcrum, sono stati separati per target (Press e Trade) così da offrire interfacce, linguaggio e contenuti più pertinenti. La scelta ha abbassato la curva di apprendimento e ridotto il rumore informativo: ciascun pubblico trova prima ciò che gli serve, senza frizioni superflue, migliorando la gestione delle utenze e differenziando i processi di iscrizione per i portali Trade e Press, ognuno con i propri step dedicati.
Problema:
I test iniziali mostrarono che la ricerca era dispersiva e rallentava l’esperienza.
Soluzione:
È stata resa più immediata con un unico campo di ricerca centrale e filtri avanzati disponibili solo su richiesta.
La prima implementazione alternava una sidebar carica di filtri alla navigazione ad alberatura (cartelle e sottocartelle). Era potente sulla carta, ma poco chiara con molti metadati personalizzati: tempo perso a decidere come cercare, prima ancora di cercare. La soluzione è stata spostare il baricentro su un campo di ricerca unico in header, capace di interrogare nome e attributi (con priorità al nome) e di combinare più fattori nella stessa query quando serve; i filtri secondari vengono posizionati nella ricerca avanzata, da aprire solo in caso di necessità. I filtri attivi sono sempre visibili come chips rimovibili con un clic — una micro‑UI che chiarisce il filtraggio attivo e fornisce maggiore consapevolezza all'utente. Parallelamente, l’alberatura fissa in sidebar offre un’ancora cognitiva per chi ragiona per collezioni, stagioni o categorie: molti utenti dichiarano di “orientarsi prima, cercare dopo”, con meno esitazioni al primo accesso e maggiore fiducia nell’interfaccia.
Dall’archivio interno alla vetrina per i brand:
Problema:
L’archivio iniziale non era più sufficiente a soddisfare esigenze nuove e più ampie.
Soluzione:
Creare portali distinti e accessibili, anticipando le diverse necessità con un approccio mirato e semplice.
Metadati, permessi e download: la potenza dietro un’esperienza semplice
Il vero vantaggio competitivo è nei metadata personalizzabili: ogni brand definisce i propri attributi e può filtrare secondo la propria logica di catalogo. Per non esporre questa complessità all’utente finale, l’abbiamo mantenuta “sotto il cofano”: la ricerca resta unificata, la priorità logica va al nome, e i controlli più avanzati emergono solo quando sono davvero utili.
Sul fronte della sicurezza, l’esperienza cambia in base al ruolo: dal semplice visitatore fino ai profili con privilegi avanzati, la piattaforma decide cosa si vede e cosa si può scaricare. Il download può riguardare il singolo asset o intere cartelle (sottocartelle incluse), con restrizioni come watermark obbligatori per materiali sensibili. Il progetto è nato con il Vibram Heritage e si è consolidato “sul campo”: durante le demo e le trattative, trovare in pochi secondi “l’immagine giusta” vale più di qualunque slide.
In questo scenario, la combinazione ricerca unificata + alberatura stabile + chips visibili ha ridotto il carico mentale e reso l’interazione più naturale anche per utenti non tecnici.
Risultati
Dopo il go-live abbiamo registrato un’adozione solida da parte degli utenti target: il 76% degli agenti commerciali Campagnolo/Fulcrum ha iniziato a utilizzare la piattaforma, senza alcun abbandono. L’utilizzo è cresciuto costantemente fino a circa 160 utenti commerciali attivi al mese, con una media di 2,2 download per asset nei primi 90 giorni, e soprattutto una riduzione del 32% nei tempi di reperimento degli asset durante demo, call e incontri.
Ai risultati quantitativi si affianca un miglioramento percepito: una navigazione fluida degli asset, meno stress tipicamente legato a interfacce complesse e una coerenza d’esperienza anche tra utenti con livelli diversi di competenza.
Conclusioni
Guardando avanti, la direzione è chiara: la configurazione multilingua degli asset (in continuità con la piattaforma SeeCommerce), versione mobile per gli scenari on‑the‑go e notifiche automatiche per informare su nuovi contenuti o aggiornamenti rilevanti.
Restano aperti alcuni aspetti da indirizzare — versioning dei file, scadenze di licenza e linee guida condivise per i watermark — che possono diventare il terreno di una prossima iterazione.

Dall’archivio interno alla vetrina digitale
Ricerca più veloce, controllo degli accessi e adozione multi‑brand con il 76% degli agenti commerciali attivi entro il primo mese, integrati nei flussi Press e Trade
Sommario:
Risultati ottenuti:
Tipo di lavoro:
Progettazione e sviluppo di funzionalità prodotto (UX/UI), dalla ricerca unificata alla gestione dei permessi.
Consegna:
Portali Brand con ricerca in header, alberatura stabile, chips per filtri e gestione download con watermark.
Team:
Giacomo Dalia; team sviluppo Warda; CPO; stakeholder clienti (Vibram, Campagnolo, Fulcrum).
Il mio ruolo:
UX/UI Designer — discovery con stakeholder, osservazione sul campo, definizione interazioni, micro‑UI e micro‑copy, prototipazione, handoff e QA.
Dall’archivio interno alla vetrina per i brand:
L’idea originaria era lineare: dare al team Vibram uno spazio ordinato dove conservare e consultare materiale storico e identitario del proprio brand. I confronti con nuovi e differenti stakeholder, però, hanno rivelato un bisogno più ampio: non solo gli addetti ai lavori, ma anche sales, stampa e partner avevano bisogno di un accesso rapido e controllato a contenuti aggiornati e diversificati. Per questo i portali si sono aperti verso l’esterno e, in casi come Campagnolo e Fulcrum, sono stati separati per target (Press e Trade) così da offrire interfacce, linguaggio e contenuti più pertinenti. La scelta ha abbassato la curva di apprendimento e ridotto il rumore informativo: ciascun pubblico trova prima ciò che gli serve, senza frizioni superflue, migliorando la gestione delle utenze e differenziando i processi di iscrizione per i portali Trade e Press, ognuno con i propri step dedicati.
Problema:
I test iniziali mostrarono che la ricerca era dispersiva e rallentava l’esperienza.
Soluzione:
È stata resa più immediata con un unico campo di ricerca centrale e filtri avanzati disponibili solo su richiesta.
Dall’archivio interno alla vetrina per i brand:
La prima implementazione alternava una sidebar carica di filtri alla navigazione ad alberatura (cartelle e sottocartelle). Era potente sulla carta, ma poco chiara con molti metadati personalizzati: tempo perso a decidere come cercare, prima ancora di cercare. La soluzione è stata spostare il baricentro su un campo di ricerca unico in header, capace di interrogare nome e attributi (con priorità al nome) e di combinare più fattori nella stessa query quando serve; i filtri secondari vengono posizionati nella ricerca avanzata, da aprire solo in caso di necessità. I filtri attivi sono sempre visibili come chips rimovibili con un clic — una micro‑UI che chiarisce il filtraggio attivo e fornisce maggiore consapevolezza all'utente. Parallelamente, l’alberatura fissa in sidebar offre un’ancora cognitiva per chi ragiona per collezioni, stagioni o categorie: molti utenti dichiarano di “orientarsi prima, cercare dopo”, con meno esitazioni al primo accesso e maggiore fiducia nell’interfaccia.
Problema:
L’archivio iniziale non era più sufficiente a soddisfare esigenze nuove e più ampie.
Soluzione:
Creare portali distinti e accessibili, anticipando le diverse necessità con un approccio mirato e semplice.
Metadati, permessi e download: la potenza dietro un’esperienza semplice
Il vero vantaggio competitivo è nei metadata personalizzabili: ogni brand definisce i propri attributi e può filtrare secondo la propria logica di catalogo. Per non esporre questa complessità all’utente finale, l’abbiamo mantenuta “sotto il cofano”: la ricerca resta unificata, la priorità logica va al nome, e i controlli più avanzati emergono solo quando sono davvero utili.
Sul fronte della sicurezza, l’esperienza cambia in base al ruolo: dal semplice visitatore fino ai profili con privilegi avanzati, la piattaforma decide cosa si vede e cosa si può scaricare. Il download può riguardare il singolo asset o intere cartelle (sottocartelle incluse), con restrizioni come watermark obbligatori per materiali sensibili. Il progetto è nato con il Vibram Heritage e si è consolidato “sul campo”: durante le demo e le trattative, trovare in pochi secondi “l’immagine giusta” vale più di qualunque slide.
In questo scenario, la combinazione ricerca unificata + alberatura stabile + chips visibili ha ridotto il carico mentale e reso l’interazione più naturale anche per utenti non tecnici.
Risultati
Dopo il go-live abbiamo registrato un’adozione solida da parte degli utenti target: il 76% degli agenti commerciali Campagnolo/Fulcrum ha iniziato a utilizzare la piattaforma, senza alcun abbandono. L’utilizzo è cresciuto costantemente fino a circa 160 utenti commerciali attivi al mese, con una media di 2,2 download per asset nei primi 90 giorni, e soprattutto una riduzione del 32% nei tempi di reperimento degli asset durante demo, call e incontri.
Ai risultati quantitativi si affianca un miglioramento percepito: una navigazione fluida degli asset, meno stress tipicamente legato a interfacce complesse e una coerenza d’esperienza anche tra utenti con livelli diversi di competenza.
Conclusioni
Guardando avanti, la direzione è chiara: la configurazione multilingua degli asset (in continuità con la piattaforma SeeCommerce), versione mobile per gli scenari on‑the‑go e notifiche automatiche per informare su nuovi contenuti o aggiornamenti rilevanti.
Restano aperti alcuni aspetti da indirizzare — versioning dei file, scadenze di licenza e linee guida condivise per i watermark — che possono diventare il terreno di una prossima iterazione.